“Recitare versi è come eseguire un concerto” (11 ottobre 2007)
“Recitare versi è come eseguire un concerto”
Chiara Bissi, "Ravenna & Dintorni", giovedì 11 ottobre 2007
Maria Giovanna Maioli, dopo una fortunata carriera concertistica come cantante di musica da camera – spesso in duo con il marito Nino Maioli, direttore d’orchestra e compositore – è per tutti in città la donna della Poesia. La Maioli è infatti ideatrice e protagonista della più importante manifestazione dedicata alla poesia in città, RavennaPoesia. Ed è proprio in occasione della 26a edizione della serata, che si svolgerà al Teatro Alighieri di Ravenna il 13 ottobre come uno dei tasselli più fulgidi della “Notte d’Oro”, che l’abbiamo incontrata.
Quello con la poesia è stato un colpo di fulmine o si è trattato di un amore a lungo coltivato?
Quello per la lettura di poesia è un amore che ho sempre coltivato, insieme al canto. Quando recito, è come se facessi un concerto.
Come è nata l’idea di portare la letteratura in versi nelle piazze, con il Mercatino della Poesia, esperienza che ha trovato nuova linfa con la nascita dell’Associazione RavennaPoesia?
È nata in un caffè della piazza di Ravenna nel 1979. Con me c’era Paola Rossi Gazzoni, amica di vecchia data, spesso punta dall’estro creativo, non solo nella scrittura. È stata lei a chiamare l’evento “Il Mercatino della Poesia”. Quanto alla nuova linfa, non saprei che cosa rispondere: in fondo si è trattato solo di un cambiamento di nome. Anche se esprime certamente un avvicinamento alle istituzioni e alla città.
La 26a edizione di RavennaPoesia sarà uno degli eventi portanti della “Notte d’Oro”, la serata all’Alighieri avrà come tema portante l’ambiente. Come nasce questa scelta?
Una prima idea è nata rileggendo alcune poesie di Andrea Zanzotto, poeta molto impegnato nell’ambientalismo.
Fra gli ospiti ci sono voci eccellenti del panorama nazionale, come Gianni D’Elia, Gian Ruggero Manzoni e Dacia Maraini, ma anche new entry. La composizione del programma nasce da un lavoro collegiale? Come si raggiunge la perfetta alchimia?
Intanto la new entry è il nuovo lettore della nostra compagnia, Gigi Canestrari; i poeti invitati sono solo tre, quelli che tu hai citato. Certo che tutto nasce da un lavoro collegiale. La perfetta alchimia – e il termine “perfetto” è sempre molto impegnativo – nasce magari urlandoci addosso per telefono, io e i miei due preziosissimi collaboratori a Bologna.
La “Notte d’Oro” porterà fra il pubblico anche spettatori che per la prima volta si accostano alla poesia. Che consiglio darebbe ai neofiti?
Speriamo proprio di averlo, questo pubblico nuovo. Un consiglio? Leggere, leggere e rileggere, partendo sempre dai grandi classici antichi e contemporanei, sia di poesia che di prosa.
Qual è l’ultima lettura, che si sente assolutamente di consigliare al pubblico?
Senz’altro Autoritratto di Mario Luzi, uscito nel febbraio di quest’anno: un testamento ampio e completo per tutti gli appassionati di poesia.
Per coloro che decidono di cimentarsi con la scrittura in versi, quali sono gli errori da non commettere?
Avere la fregola di pubblicare.
Come si riconosce il poeta?
Da qualcosa che ti fa pensare “qui ci siamo”, anche se non hai capito niente. Perché la vera poesia, e qui io cito T.S. Eliot, “può comunicare anche prima di essere capita”.
Ravenna in epoche diverse ha ispirato e ospitato celebri poeti, da Dante a Byron a D’Annunzio. Può svelarci il segreto di tanta fortuna?
Forse ancora e sempre lo splendore dei mosaici, che la “Notte d’Oro” ripropone anche nel nome.

