W VERDE! RavennaPoesia - 26a edizione (20 ottobre 2007)
W VERDE! RavennaPoesia - 26a edizione
Paola Rossi Gazzoni, recensione per il web, sabato 20 ottobre 2007
La poesia ha aperto, a Ravenna, la “Notte d’Oro” del 13 ottobre ’07: teatro straordinariamente pieno e molta attesa per questa edizione che ha avuto come tema l’ambiente, evidenziato dal titolo stesso che rimandava alla pioggia di volantini di storica memoria.
La serata, condotta con stile da Galilea Maioli (a cui si deve anche la bellissima scelta dei testi) è iniziata con Ho sognato le balene dagli occhi azzurri di Lawrence Ferlinghetti per voce di Renzo Morselli, dopo il quale si sono susseguiti, punteggiati da raffinati temi musicali a cura di Massimo Mazzoni, poeti e altri lettori. Mentre, sullo sfondo, lo scenografo Gino Pellegrini dava vita a un grande pannello “in progress”.
Poeti, voci e colori per l’ambiente, e “in memoria” di una Terra che ormai non c’è più.
“La tempesta in cui siamo ha il nostro nome”, ci dice Gianni D’Elia. “Gli animali ci guardano”, ripetono – per voce di Gabriele Marchesini – Montale, Grünbein, Szymborska e Armitage. “Siamo figli del sole, seppure ombra. Siamo ombre, seppure la luce del sole”, riflette Gian Ruggero Manzoni. “Prendiamo in saldo due, paghiamo tre”, ci avverte (letto da Franco Costantini) Edoardo Sanguineti. E mentre Francesca Serra ci accompagna dolcemente lungo la Passeggiata del poeta di Alessandro Parronchi, irrompono svolazzando i Pipistrelli! di Raffaello Baldini, “animati” da Giuseppe Bellosi. Chiude la prima parte La pioggia nel pineto di Gabriele d’Annunzio nella suggestiva interpretazione per “voce ed eco” di Maria Giovanna Maioli e Franco Costantini.
Il sipario si riapre con Un alberello che chiamerò estinzione di Dacia Maraini, letto dall’autrice. A proseguire – come in un concerto in crescendo – Equinoziale di Andrea Zanzotto, Vita nei boschi di Henry D. Thoreau e Amazzonia, respiro del mondo della brasiliana Marcia Theophilo.
Novità e gradita sorpresa di questa edizione, Gigi Canestrari, che ha dato voce al poeta Adriano Guerrini in Noi penultimi; finale da incubo con Deserto d’acqua di James G. Ballard, letto da Gabriele Marchesini.
Dal palcoscenico ormai vuoto – accompagnata da Time Suspended e Leonard di Abigail Mead e canti di balene – la voce inconfondibile di Maria Giovanna Maioli in Futuri di Daria Menicanti chiude la serata.

