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Scruto l’armonia delle creature nel mondo (18 ottobre 2004)


Scruto l’armonia delle creature nel mondo

Alessandro Fogli, "Corriere Romagna", lunedì 18 ottobre 2004

 

Non esiste un poeta di così lungo corso e sempre in ascolto come è Mario Luzi, il cui itinerario poetico – oltre sessantacinque anni – non ha mai comportato una pigra amministrazione delle proprie ricchezze creative, ma si è sempre prodigalmente speso, e tuttora si spende, in diverse avventure dell’immaginazione con un esito di molteplicità che non ha eguali nel secolo scorso. Ecco perché vedere il neo senatore a vita Luzi sul palco del teatro Alighieri sabato sera, ospite d’onore della 23ª edizione di RavennaPoesia, e sentirlo declamare i versi della sua Santità umbra (tratto dall’ultima raccolta, Dottrina dell’estremo principiante), porta con sé emozioni e significati che travalicano la mera bellezza del suo incanto poetico. “In quest’ultimo libro, nella mia poesia – spiega Luzi – si scruta l’armonia delle creature che sono nel mondo, alla ricerca di un miraggio di unità in un mondo invece scisso e violento. Quello che vediamo in questi giorni lo vorremmo ascrivere non all’umano ma a un oscuro potere. La vita però predomina su tutto, anche sulla storia, ed è per questo che riesco a non disperare”.

Al di là della presenza del grande poeta fiorentino – di cui Maria Giovanna Maioli ha anche letto versi tratti da Viaggio terrestre e celeste di Simone Martini – RavennaPoesia 2004 è stata comunque una kermesse ottimamente gestita e organizzata, ricca di spunti interessanti e, fortunatamente, in grado anche di stimolare l’interesse di un cospicuo pubblico, sebbene il tema di quest’edizione, Novecento. Un secolo di poesia, fosse talmente vasto da portare inevitabilmente a un programma non esaustivo.

Apre un’intensa lettura di brani degli Xenia di Eugenio Montale da parte di Maria Giovanna Maioli, alla quale seguono i Respiri della mente di Allen Ginsberg per la voce di Renzo Morselli e un cupo Alfonso Gatto declamato dall’istrionico Franco Costantini. Sempre introdotto dalla conduttrice della serata, Galilea Maioli, Ivano Marescotti mette tutto il suo pathos in Ai miei nonni, componimento del giovane Luca Nannipieri, prima che Morselli, Costantini e Gabriele Marchesini si trasformino nelle voci degli avanguardisti Tzara, Breton e Marinetti. A Francesca Serra l’onere/onore di servire Umberto Saba (L’ora nostra), mentre la bolognese Paola Ruggeri leggerà la sua minimalista Angoli e distanze; un bel ricordo di Giovanni Raboni offerto da Maioli e Marescotti precederà poi la chiusura della prima parte, affidata a Le città di Marco Polo di Calvino (per la voce di Marchesini).

Veramente toccanti, nella seconda parte, La neve, del francese Yves Bonnefoy (letta da Morselli) e L’omino di carta di riso di Tony Harrison, con voce di Costantini. Un altro contemporaneo, il forlivese Davide Rondoni, propone la sua Avrebbe amato chiunque. E tre “classici”, Furistìr di Raffaello Baldini (voce di Marescotti), Congedo di Giorgio Caproni (Marchesini) e la splendida Sereno di Ungaretti letta da Maria Giovanna Maioli chiudono RavennaPoesia 2004.

Ieri pomeriggio per Luzi era in programma un altro appuntamento al teatro Rossini di Lugo: il senatore ha letto due componimenti di Caterina Trombetti davanti a una platea gremitissima ed entusiasta prima di andare in visita alla casa di Vincenzo Monti ad Alfonsine.