Un Mercatino veneziano (12 ottobre 2002)
Un Mercatino veneziano
Gea Eliana Mirenda, "Corriere Romagna", sabato 12 ottobre 2002
Stasera il Mercatino della Poesia approda idealmente a Venezia in un viaggio sulle ali della poesia: senza rinunciare all’ambientazione nel teatro Alighieri di Ravenna ed alle belle scenografie di Ezio Antonelli, l’appuntamento annuale tra i ravennati e la poesia propone quest’anno una gita “fuori porta” selezionando per il pubblico le liriche che i poeti italiani e stranieri hanno dedicato alla città più bella del mondo. Sarà l’Arrivo a Venezia di John Ruskin a fare da prologo alla manifestazione organizzata dall’associazione culturale ravennate per la direzione artistica di Maria Giovanna Maioli e condotta da Galilea Maioli. Le liriche di Anna Achmatova, Diego Valeri, Giorgio Caproni, Vincenzo Cardarelli, Eugenio Montale e Stephen Gray si snoccioleranno poi in una intimistica rassegna novecentesca intitolata alla Città d’acqua e di sasso per voce di Francesca Serra. Sarà poi la “fine dicitura” di Franco Costantini a recitare i versi del poeta russo Iosif Brodskij (Premio Nobel per la letteratura 1987): Sull’orlo del silenzio restituirà al malinconico incanto della città lagunare l’epiteto di “città del silenzio”. Giuseppe Maestri, cultore dei dialetti romagnoli, si esibirà come Un romagnolo in laguna interpretando le liriche che il poeta forlivese Olindo Guerrini pubblicò come falsa e burlesca opera postuma sotto lo pseudonimo di Lorenzo Stecchetti. Valeria Grinfan leggerà i propri testi in Veneziana e Irmavaleria, insieme a Maria Giovanna Maioli, che darà voce ad Irma Zorzi e si farà poi interprete in Venezia Venaga Venusia dei versi del poeta veneto per eccellenza Andrea Zanzotto insieme con Franco Costantini.
Due saranno poi gli omaggi ad un celebre veneziano: il mito di Giacomo Casanova, libertino e giocatore, avventuriero e baro, massone e scrittore, viaggiatore ed edonista, rivivrà attraverso le voci di Gabriele Marchesini in Io, Casanova e di Renzo Morselli nei testi di Giovanni Battista Manuzzi.
Ma come non dare voce in questa Veneziana alla più famosa maschera della commedia dell’arte, che proprio in Veneto trovò in Goldoni il drammaturgo capace di dare dignità letteraria ai canovacci della tradizione orale e il fondatore della commedia dei caratteri? Anche il Monologo di Arlecchino di Gian Pietro Lucini sarà dato in consegna a Renzo Morselli.
Uno spazio anche per Bianca Tarozzi (La buranella) e per Daniele Serafini (Harry’s Bar), affezionati ospiti delle stagioni di poesia organizzate ogni anno dal Mercatino della Poesia.
Saranno poi affidate ancora alla sapiente interpretazione di Franco Costantini la lettura della Lettera a uno spasimante inopportuno di Veronica Franco (insieme a Sandra Costantini), la rassegna futurista Muori, Venezia! – testi di Mazza, Marinetti, Boccioni, Carrà e Russolo che verranno letti in alternanza con Gabriele Marchesini e Renzo Morselli – ed il Bando del Carnevale d’anonimo bolognese del Cinquecento, una introduzione al finale corale in cui tutti i lettori si riesibiranno in una miscellanea di testi lirici dedicati alle Maschere. Quelle maschere che di Venezia non mostrano “l’altra faccia” o i “mille volti”, ma il suo vero carattere: la bellezza esibita silenziosamente, senza chiasso, la raffinatezza muta e nient’affatto frivola, l’eleganza fatta sostanza e non mera apparenza. Quelle maschere che di Venezia allora non sono la maschera, ma la sua anima: l’anima di una città che è un sogno eppure esiste, in cui il carnevale è musica di violino, o per dirla con Cocteau, “dove i colombi camminano e i leoni volano”.

