Home Archivio stampa Invocazione al genius loci (6 ottobre 2001)

Invocazione al genius loci (6 ottobre 2001)


Invocazione al genius loci

Gea Eliana Mirenda, "Corriere Romagna", sabato 6 ottobre 2001

 

Serata dedicata alla poesia romagnola, stasera al teatro Alighieri di Ravenna, e proposta dall’Associazione Il Mercatino della Poesia per la direzione artistica di Maria Giovanna Maioli e la regia scenica di Gianfranco Tondini. Lo spettacolo, sostenuto da Assessorato alla Cultura e Biblioteca Classense, si intitola Sempre mi torna al cuore il mio paese e vuol essere un excursus dalla tradizione lirica italiana per focalizzare l’attenzione sui poeti di origine romagnola. Dall’alveo della lirica nazionale, però, si parte, poiché il prologo, affidato alla voce di Franco Costantini, sarà rappresentato dai versi di “Romagna” di Giovanni Pascoli, il più sperimentale poeta in lingua d’inizio Novecento, lirica con la quale lo spettacolo si concluderà circolarmente. Ancora le liriche di Pascoli leggeranno Gabriele Marchesini e Maria Giovanna Maioli, che interpreterà Le cose lontane, mentre Memorie care e Il glottologo di Marino Moretti saranno affidate alle voci, ancora in lingua, di Francesca Serra e dello stesso Marchesini. Paola Rossi Gazzoni si esibirà in un florilegio di Govoni, Hesse e Valeri, dedicato alla terra romagnola. E infine alla competenza dialettale di Giuseppe Maestri verranno consegnate le liriche propriamente romagnole di Aldo Spallicci e Olindo Guerrini. Ma saranno infine i nomi di Giuseppe Bellosi, Tolmino Baldassari, Nevio Spadoni, Giovanni Nadiani, Tonino Guerra e Raffaello Baldini – quest’ultimo interpretato da Ivano Marescotti che sui versi di Baldini ha costruito i suoi più fortunati recital teatrali – a costituire i veri protagonisti di questo omaggio all’omaggio, ossia di questo memorial dei poeti che hanno cara la memoria della Romagna.

Una serata all’insegna della nostalgia, dunque, ed una sorta di lirica invocazione del genius loci, con quel sano campanilismo romagnolo che, attraverso la poesia, ma non soltanto, ha generato sempre quel particolare senso di appartenenza alla propria terra delle genti di Romagna.

Un atteso inserto dello spettacolo, inoltre, sarà costituito dalla lettura comparata del famigerato V canto dell’Inferno, interpretato dalla triade Costantini, Maioli e Maestri nella versione volgare ed in quella romagnola (E quent cant d’l’Inferan) di Francesco Talanti. Ancora a delineare le due tradizioni, quella italiana e quella dialettale, come due rette parallele che, talvolta, in Romagna, si incontrano.

Le musiche al pianoforte, scelte da Massimo Mazzoni, saranno eseguite da Fiorenza Ferroni. La conduzione dello spettacolo è di Galilea Maioli.