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Nelle parole degli autori dialettali... (9 ottobre 2001)


Nelle parole degli autori dialettali il suono di una dolce malinconia

Gea Eliana Mirenda, "Corriere Romagna", martedì 9 ottobre 2001

 

Sotto un grande albero realizzato con materiali poveri e tra un’atmosfera nebbiosa sul palcoscenico e nella platea del teatro Alighieri, si è svolto sabato sera il ventesimo appuntamento annuale col Mercatino della Poesia, manifestazione che dal 1979, sotto la direzione artistica di Maria Giovanna Maioli, ospita a Ravenna le figure più rappresentative della poesia italiana. Una scenografia, questa di Ezio Antonelli, particolarmente evocativa del tema di quest’anno, che ha visto protagoniste le liriche dei più importanti poeti romagnoli del Novecento, raccolti sotto il titolo Sempre mi torna al cuore il mio paese, e scelti da Galilea Maioli, che ha anche condotto la serata. L’introduzione, affidata ai versi di “Romagna” di Giovanni Pascoli interpretati da Franco Costantini, ha poi lasciato spazio alla voce dei poeti dialettali Giuseppe Bellosi, Tolmino Baldassari, Nevio Spadoni, Giovanni Nadiani, e a quelle di Giuseppe Maestri, che ha letto i versi di Aldo Spallicci e di Olindo Guerrini, e di Ivano Marescotti, interprete di Raffaello Baldini. Ancora Maestri ha dato voce alla versione in dialetto romagnolo del canto di Paolo e Francesca di Francesco Talanti, mentre Costantini e Maioli hanno letto in duo la versione originale del poema dantesco. Gabriele Marchesini, prendendo spunto dai versi de La divina foresta, ha invece ripercorso nell’opera pascoliana i “loci” danteschi, la pineta ravennate, le strade silenziose della città, le basiliche bizantine, e gli omaggi letterari che Pascoli ha reso al poeta esule a Ravenna; un inserto emozionante per quel pubblico che sente ancora con commozione d’abitare nella città oggi nota al mondo come “città di Dante”.

Ma l’ospite più atteso della serata è stato senz’altro Tonino Guerra, che col pubblico romagnolo conversa come con la sua gente, rivolge consigli affettuosi e confida memorie di viaggio, caldeggiando la passione per la poesia e ammiccando sornione a certa noia aleggiante nei moderni spettacoli poetici. Francesca Serra e Paola Rossi Gazzoni, affezionate collaboratrici delle passate edizioni del Mercatino della Poesia, hanno alternato durante la serata le liriche di Marino Moretti e di Corrado Govoni dedicate alla terra ed all’infanzia romagnola, contribuendo all’atmosfera crepuscolare di tutto lo spettacolo, volutamente malinconica e però anche delicatamente giocosa, come hanno sottolineato le musiche felliniane di Nino Rota, ancora in tema romagnolo, eseguite al pianoforte da Fiorenza Ferroni insieme a brani classici di Ravel e Saint-Saëns, scelti da Massimo Mazzoni. La regia di Gianfranco Tondini, grazie al patrocinio dell’Assessorato alla Cultura e della Biblioteca Classense, ha confezionato uno spettacolo di cui il pubblico ravennate ha goduto soprattutto l’atmosfera familiare e sognante, riscoprendo un’identità comune intorno a certe liriche che appartengono al patrimonio culturale ma anche alla memoria collettiva della gente romagnola.