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“Musica da sentire come un’orazione” (11 ottobre 1999)


“Musica da sentire come un’orazione”

Marcello Tosi, "Corriere Romagna", lunedì 11 ottobre 1999

 

La ventesima edizione del Mercatino della Poesia, spettacolo a programma, vero concerto di versi e letture che ospita dal 1979 a Ravenna le figure più rappresentative della poesia italiana, ha visto sabato scorso la prestigiosa partecipazione di Mario Luzi. Il grande poeta fiorentino ha aperto la seconda parte della serata dal titolo Là ci darem la mano: poesia e musica, con Canto notturno, poesie e parole a ruota libera del tema di questa edizione. Al Ridotto del teatro Alighieri hanno dato vita al carosello di letture e performance gli attori Francesca Serra, Loris Pellegrini, Franco e Sandra Costantini insieme ad autori, lettori della propria poesia, come Arnaldo Ederle, Paola Rossi Gazzoni, Gian Ruggero Manzoni, Silvio Raffo, accompagnati dalle note della pianista Fiorenza Ferroni. Il pubblico ha potuto assaporare le forme molteplici in cui sono legate l’arte dei suoni e quella del verso poetico. Dalla fluida musicalità dei versi danteschi che rievocano l’incontro con il musico Casella, alle lancinanti ballate d’amore e morte di Federico García Lorca, dall’arcadia venata di patetismo del Metastasio, alla poesia nata con lo scopo di servire alla musica, ridondante dei ghigni della scapigliatura di Arrigo Boito e colma di eleganti allusioni nei libretti di Lorenzo Da Ponte, all’estenuato senso fonico, quasi medianico, del Pascoli, al suono della grande poesia novecentesca di Caproni, Montale, Rosselli, Sereni.

“Un tema molto affrontato in questi anni – ha detto Luzi intervenendo – anche in modo seducente, pur laborioso e sfuggente. Le arti, prima chiamate a collaborare, erano invece chiuse ciascuna nella propria specificità. Ma si è registrato un accadimento significativo: c’è una nuova ricerca, proprio da musicisti, di valori musicali, di trasmettere con la propria opera una sensibilità all’ascoltatore.”

Luzi ha citato tra le varie collaborazioni con musicisti quella con il compositore riminese Luciano Sampaoli.

“La mia inclinazione alla musica – ha aggiunto – è sentirla come un’orazione, come l’arte della trasformazione del suono. Fin da giovane non ho scelto prose specifiche, ma mi piace seguire il sottofondo, il retropensiero musicale che c’è sempre nella poesia.”

Il poeta fiorentino ha quindi letto la poesia “Canto notturno” scritta nel ’34 per le ragazze fiorentine e inserita nella prima raccolta La Barca. “Sono tornato invece negli anni recenti a reclamare che la condizione di un testo è che si fondano la parola e la musica.”

Infine Luzi ha chiuso il suo intervento sottolineato da applausi del pubblico in piedi, nel nome di quello che ha definito il costume gentile della musicalità della poesia provenzale, leggendo versi dal suo poema per Simone Martini.