Da Omero a Piumini (7 ottobre 1997)
Da Omero a Piumini
Marcello Tosi, "Corriere Romagna", martedì 7 ottobre 1997
La sedicesima edizione del Mercatino della Poesia, sabato scorso al teatro Alighieri di Ravenna, ha riproposto con successo la formula del “concerto di poesia” a più voci. Il tema di questa edizione era “Nel paese delle meraviglie: poesia e infanzia”. Il consueto, divertente carosello di letture di versi, prose, traduzioni, scelte da Maria Giovanna Maioli Loperfido e Galilea Maioli, ha permesso di spaziare attorno alla letteratura per i lettori più giovani (ma anche per gli adulti) di ieri e di oggi. Tra gli autori invitati a leggere i loro testi la prestigiosa presenza di Roberto Piumini. Lo scrittore milanese, autore di oltre novanta titoli per i ragazzi, tra i quali bestseller come Lo stralisco e Quieto patato, ma anche della trilogia per adulti iniziata con i racconti di Tre d’amore, ha presentato al pubblico di Ravenna due inediti: la poesia “Ero perfettamente curioso”, inserita in un portfolio edito da Essegi con un’acquaforte-acquatinta di Anny Ferrario, e il poemetto L’uovo, storia poetica di un’amicizia che aiuta a crescere.
Piumini è stato insegnante, attore, autore di programmi radiofonici e televisivi di grande successo (“Radicchio”, “L’albero azzurro”). Dal 1984 conduce esperienze espressive nelle scuole e nelle biblioteche, realizzando situazioni di linguaggio: scrive poemi (narrativi e non) giocando con i materiali prodotti dai ragazzi.
“Faccio uso di diversi linguaggi – spiega Piumini – ma difendo il diritto dell’autore per l’infanzia di non doversi necessariamente occupare di essa dal punto di vista pedagogico, o secondo il trend poetico del momento. Sono stato rimproverato di mirare ad una scrittura troppo letteraria, ma ritengo che si debba puntare al limite alto della percezione del bambino (e dell’adulto), attraverso l’uso di un linguaggio caldo, espressivo, artistico, piuttosto che sempre più povero, violento, disarticolato. Mi considero un poeta che scrive in prosa.”
Come si riflette questa scelta di qualità nei rapporti con il mercato editoriale e radiotelevisivo?
“Raccontare storie, inventare immagini è sempre una funzione di tipo poetico. In alcune trasmissioni a cui ho collaborato, come ‘Radicchio’ e ‘L’albero azzurro’, si è tenuto conto dei tempi di comprensione del bambino, facendo programmi non gridati che andassero alla ricerca dei vari tipi di linguaggio: poesie, canzoni, filastrocche. Ho allargato la rosa delle collaborazioni per non ‘vendere l’anima’ ad un solo editore. Iniziai con una piccola, meritevole casa editrice: le Nuove Edizioni Romane, con cui feci ottime cose, con intelligenza ma con una limitata possibilità distributiva. L’interesse che alcune mie pubblicazioni avevano suscitato, con l’inserimento in antologie scolastiche, attirò l’attenzione dei grossi editori per cui ho pubblicato in seguito.”
Come si riesce a raccontare “tra i molti ruderi e i rari gioielli dell’istruzione nostrana ... che la poesia è ballare in una stanza”?
“Non mi ritengo solo un educatore che scrive, ma penso che faccia parte del mestiere avere un’etica comunicativa. Ho attuato pertanto un’esperienza di scrittura come apertura culturale in vari istituti, anche in Romagna a Imola e Cesenatico, componendo una trentina di poemetti in interazione con le classi. I temi erano quelli della vita e della storia del luogo, per far entrare nella scrittura i ‘rumori’ della realtà, in un rapporto di scambio reciproco che suggerisce variazioni, sonetti, epigrammi poetici. Questo permette una lettura ‘curiosa’ da parte dei ragazzi, un gioco di segni che diventa anche elaborazione di disegni, mappe, video. Credo che tutta la letteratura, fin dai tempi di Omero, sia in realtà ‘dell’infanzia’, se si intende per questa uno che gioca a dire ad un altro: ‘stammi a sentire’.”

