Incontro al Rasi con Dacia Maraini (14 ottobre 1996)
Incontro al Rasi con Dacia Maraini
Luciano Benini Sforza, "Il Resto del Carlino", lunedì 14 ottobre 1996
Soprattutto un intenso omaggio alla memoria e al grande talento artistico di Eugenio Montale è stato al centro del Mercatino della Poesia che si è svolto quest’anno al Rasi. A cent’anni dalla nascita dell’autore, nato a Genova il 12 ottobre 1896, a 15 dalla scomparsa avvenuta a Milano il 12 settembre 1981, la manifestazione è stata accolta con favore dal pubblico, che ha seguito con attenzione partecipe i diversi momenti dell’iniziativa, nella raffinata, essenziale cornice dell’abside gotica del Rasi, sottolineata e non soffocata dalla scenografia moderna. Binomio di antichità e modernità, di tradizione e contemporaneità che si addice al mondo creativo montaliano, come del resto ha notato Dacia Maraini nell’intervista a lei fatta da Paolo Ruffilli.
La scrittrice – ospite d’onore al Mercatino – ha infatti rilevato lo straordinario “sentimento” linguistico del poeta, a metà strada fra la squisitezza di D’Annunzio e la concreta prosaicità di Pasolini. E questa dimensione a 360 gradi di Montale, la sua attualità di classico ormai della nostra letteratura novecentesca, è emersa un po’ da tutte le letture tratte dalle sue opere: dalla prosa ironica, solo in apparenza banale di Satura (letta da Gian Ruggero Manzoni) alle atmosfere metafisiche delle prime raccolte (da cui ha letto Daniele Serafini, in un confronto con la vivacissima lettura-performance di Loris Pellegrini), oppure al monologo scavato e drammatico di Amleto, tradotto dallo stesso Montale (e interpretato da uno dei “mattatori” del Mercatino, Franco Costantini).
Sul palcoscenico sono sfilati anche alcuni dei più famosi nomi della nuova poesia italiana: Gianni D’Elia, Paolo Ruffilli e Roberto Pazzi, tutti vincitori del Premio Montale (era assente Antonio Riccardi). Senza dimenticare che al pomeriggio la rassegna prevedeva la presentazione di antologie, la lettura di poesie dedicate all’autore da altri poeti, nonché la interpretazione di testi scelti dai vari settori nei quali si è espresso Montale, dalle prose all’epistolario alle traduzioni di poeti inglesi. Poi il gran finale: la lettura che Maria Giovanna Maioli, anima da sempre del Mercatino, ha realizzato, insieme a Roberto Pazzi, dei componimenti più amati e conosciuti del grande poeta, da “I limoni” a “Meriggiare pallido e assorto” fino ai versi più recenti di Xenia e Diario postumo. Un applauso commosso e lungo ha chiuso così la manifestazione, sullo spegnersi di quei versi forse un po’ ambiziosi, ma senz’altro molto profetici, scritti dallo stesso Montale: “insieme a me sta finendo un’era”.

