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I versi venduti in piazza (10 gennaio 1995)


I versi venduti in piazza

Franco Gabici, "Il Resto del Carlino", martedì 10 gennaio 1995

 

Un tempo menestrelli e cantastorie, antenati dei poeti, raccontavano alla gente le proprie composizioni nelle piazze o lungo le strade. Ma con il passar del tempo i poeti (forse per un senso di pudore, o per una sempre più forte esigenza di silenzio) si sono ritirati dalle piazze per scelta in Romagna.

Ancor oggi si ricordano esperienze, come il Trebbo poetico di Walter Della Monica e Toni Comello, o si rinnova il Mercatino della Poesia ideato da Maria Giovanna Maioli, che da quindici anni continua a proporre alla gente autori nuovi e voci già affermate.

Quindici anni senza pause per una manifestazione che “vende” poesia non sono pochi, specialmente se si considera la poca commercialità di questo genere letterario. Eppure l’appuntamento annuale si è andato via via ritagliando uno spazio di considerazione sempre crescente al punto da essere ritenuto dai nostri poeti una ambita ribalta.

Tutto iniziò nel settembre del 1979 quando Maria Giovanna Maioli, coadiuvata da Paola Rossi Gazzoni e dalla figlia Galilea, allestì delle bancarelle in piazza San Francesco, un luogo sacro non solo per i ravennati ma per la poesia di tutto il mondo, perché a pochi passi si trova la tomba di Dante.

Abituata ad associare all’idea di mercatino merce di qualsiasi tipo, la gente rimase stupita quando si rese conto che su quelle bancarelle facevano bella mostra di sé solamente fogli, dispense, ciclostilati e qualche libro. La piazza, inoltre, anziché essere animata dai tradizionali imbonitori, era animata da poeti che declamavano o improvvisavano “vendendo” alla gente i propri versi. Ma non si trattava solamente di poeti poco noti o sconosciuti perché fin dalla prima edizione si esibirono anche alcuni nomi di rango (Andrea Zanzotto, Dacia Maraini, Maria Luisa Spaziani, eccetera), segno evidente che il Mercatino non era un fuoco di paglia ma progredito nel tempo.

Le ultime edizioni del Mercatino si sono presentate completamente modificate. I poeti non declamano più sulla pubblica piazza ma leggono dentro un teatro, per consentire una adeguata regia. Inoltre nelle ultime edizioni il Mercatino ha proposto un tema definito: “I viaggi: nel tempo, nello spazio, nella mente” (1992), “Il pensiero malvagio” (1993), “Crepuscolo: Marino Moretti, Aldo Palazzeschi e compagni di strada” (1994).

Oggi, dopo quindici anni di esperienza, il Mercatino fa il punto della sua esperienza con una antologia (M. Giovanna Maioli Loperfido, Ravenna. Il Mercatino della poesia (1979-1994), Edizioni Essegi) che raccoglie i poeti che hanno animato e dato spessore alla manifestazione (Tonino Guerra, Gian Ruggero Manzoni, Margherita Guidacci, Gregorio Scalise, Roberto Pazzi, Eugenio Vitali, Maria Luisa Spaziani, Andrea Zanzotto). Ma insieme ai letterati ricordati anche gli attori performers (Ivano Marescotti, ad esempio) che hanno contribuito non poco ai successi del Mercatino, una iniziativa, come scrive Galilea Maioli nella presentazione, dove si ascolta “ogni sorta di estrinsecazione poetica: immediata, colta, sperimentale, sofferente, ironica, comica, brutta, buona” e che sa “tenere accesa la fiaccola di un’arte che a volte, ancora oggi, vince di mille secoli il silenzio”.