Tredici edizioni per il Mercatino dei poeti (5 ottobre 1994)
Tredici edizioni per il Mercatino dei poeti
Luciano Benini Sforza, "Il Resto del Carlino", mercoledì 5 ottobre 1994
Il Mercatino della Poesia ricomincia scaramanticamente da tredici. Tante sono infatti le edizioni della manifestazione che dal 1979 ad oggi (per due anni il Mercatino non si tenne) ha tracciato un’esperienza culturale apprezzata e nota non solo ai ravennati, ma anche in Italia. L’appuntamento è per il pomeriggio e la sera di domenica 9 ottobre. Quest’anno, poi, sarà per la prima volta il teatro Rasi ad ospitare poeti, lettori e attori impegnati a scoprire le carte della propria produzione e, insieme, a riscoprire i versi del passato, leggendo le opere di una corrente storica: Moretti, Palazzeschi, Gozzano e compagni dell’“avventura” crepuscolare.
Alla “guida” del Mercatino è fin dal 1979 Maria Giovanna Maioli, ideatrice della manifestazione, coadiuvata per alcuni anni da Paola Rossi Gazzoni e da altri amici. Un viaggio che, a quindici anni di distanza dalla partenza, si può dire abbia veramente rappresentato una specie di termometro, o cartina di tornasole non solo sul fare poetico (basta ricordare alcuni nomi ospitati a Ravenna: Zanzotto, Spaziani, Guerra, Magrelli, Maraini, Rosselli, Riviello), ma anche su un altro aspetto importante: la diffusione della poesia, come essa si rapporta, cioè, al suo pubblico. Dalla poesia che scende nelle piazze, si fa happening, evento on the road, che cerca un pubblico il più ampio possibile, come accadeva appunto per le prime edizioni del Mercatino (fino ai primi anni Ottanta ambientato nella suggestiva piazza San Francesco), si è passati a qualcosa di diverso. Il luogo è diventato, infatti, il teatro, prima il Ridotto dell’Alighieri, poi da quest’anno il Rasi. I poeti e il pubblico hanno optato per una comunicazione più raccolta, ordinata, soft.
“Le novità delle ultime edizioni del Mercatino – spiega Maria Giovanna Maioli – sono diverse, rispetto alle prime letture in piazza San Francesco. Ogni anno c’è un tema preciso, che per quest’anno è il crepuscolo, con riferimento, ovviamente, ai crepuscolari e affini. Poi c’è la volontà di riscoprire la poesia del passato, non solo i classici, ma anche i minori o addirittura voci quasi dimenticate, come Vittoria Aganoor Pompilj o Arturo Graf. Senza dimenticare che ora la manifestazione ha una dimensione spettacolare, con una scenografia, una regia, che prima non esisteva.”
Vale la pena soffermarsi su altri aspetti che caratterizzavano le prime edizioni: lo spirito di gioco e l’esperimento, rimpianto da molti, delle bancarelle. I poeti divenivano ambulanti di se stessi, esponendo e vendendo direttamente le proprie cose, sia stampate che manoscritte o ciclostilate. Stefano Benni, ospite nel 1980 del Mercatino col suo Benni Furioso, per promozionarlo scriveva su un cartello, coniugando ironia e un’originale strategia di vendita: “Offerta libera, sopra le mille lire, grazie”.
“C’era un clima di divertimento – sottolinea Giovanna Maioli – e l’avvenimento era anche qualcosa di pittoresco, giocoso. Ricordo ad esempio che durante la prima edizione del ’79, ci fu chi ebbe l’idea di realizzare una lettera firmata ‘Alighieri Dante fu Pietro’, in cui si chiedeva di poter leggere qualche verso da un ‘libello’ intitolato la Commedia.” Va anche ricordato il motivo dello “sfratto” dalla splendida San Francesco: la Curia Arcivescovile giudicò opportuno non dare il permesso alla manifestazione perché dal microfono libero, oltre all’ispirazione poetica, passarono termini ritenuti offensivi della sacralità del luogo.

