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Fuoco e fiamme su attori e poeti (12 ottobre 1993)


Fuoco e fiamme su attori e poeti

"Il Messaggero", martedì 12 ottobre 1993

 

Un’edizione di fuoco e fiamme, quella del Mercatino della Poesia, dedicato quest’anno al “pensiero malvagio”. Esaltata dalla scenografia infernale di Carla Baroncelli, rosseggiante e mefistofelica, la manifestazione è stata accolta bene dal pubblico, senz’altro incuriosito dal taglio inedito dato alla lettura-spettacolo della poesia. Il Mercatino si è svolto in due tornate: la prima dedicata ai poeti che recitavano se stessi, la seconda ad attori e dicitori che proponevano testi altrui, scelti da Maria Giovanna Maioli Loperfido, che curava anche la direzione artistica. Con la sua conduzione raffinata si sono attraversate opere spesso trascurate dalle letture pubbliche. A partire dalle aree “oscure” e sataniche di un Giovanni Pascoli e di una Ada Negri, interpretati rispettivamente da Fausto Fori e Anna De Lutiis. Poeti che vanno oltre gli stereotipi del fanciullino o della maestrina. Versi esaltati non solo dalla recitazione, ma anche da un singolare impasto di gestualità e dizione, come per Loris Pellegrini. Il quale ha interpretato e mimato con una vis sottolineata dal pubblico alcuni testi, fra cui uno spassoso Gozzano di “Invernale”, uno sfortunato incontro amoroso fra il “vile” poeta e un’irriducibile, sfrontata pattinatrice. Successo anche per l’interpretazione energica di Ivano Marescotti, a suo agio con i versi maledetti e beffardi di fine e inizio secolo, fra il satanismo di un Carducci e i teschi antiromantici disseminati negli amori di un Tarchetti. Accanto allo Stecchetti infuocato di invettiva di Giuseppe Maestri, affezionato interprete del poeta romagnolo, specie per i suoi versi dialettali. Lo spettacolo ha trovato un elemento di unione nella voce fra lo svagato e il trasgressivo di Franco Costantini, uno dei mattatori della serata, che con i suoi diversi interventi ha fatto un po’ da filo rosso, aprendo e chiudendo la seconda tornata. Quella che ha accolto più pubblico e riscontro, forse anche per una migliore fascia di programmazione. Ma sono stati comunque apprezzati i poeti della prima parte, che hanno saputo dare sapori diversi al tema della malvagità. Dai toni drammatici e superomistici di un Manzoni all’ironia graffiante della Cursi, poetessa bolognese. Oppure aggredendo con violente e improvvise impennate noir, a colpi di martiri, vampiri, sangue, come nei versi di Nicoletta Poli, o nel siparietto di Alessandra Berardi e Lorenza Franzoni. Infine, l’esibizione applauditissima del lucano Vito Riviello.