Home Archivio stampa Ambasciatrice della poesia (21 ottobre 1993)

Ambasciatrice della poesia (21 ottobre 1993)


Ambasciatrice della poesia

Franco Costantini, "Corriere di Ravenna", giovedì 21 ottobre 1993

 

Maria Giovanna Maioli Loperfido, ovvero l’instancabile ambasciatrice del verso. Non le basta organizzare (fin dal 1979) l’ormai famoso Mercatino della Poesia: come un moderno aedo, Maria Giovanna “esporta” versi da Ravenna al resto d’Italia.

La settimana scorsa, a esempio, ha raggiunto prima Alfonsine e poi Forlì con un inconsueto “concerto di poesia a quattro voci”, intitolato Nell’intrico del cuore. E presto raggiungerà, con lo stesso spettacolo, altri teatri e altre città.

Ad accompagnarla in questa performance poetica (in cui la Maioli si cala nelle vesti di Sibilla Aleramo) ci sono Anna Liverani Barberini, Maria Laura della Rosa Antonellini e Gian Ruggero Manzoni. Le quattro voci, usando in modo interlocutorio i versi della Aleramo, formano una sorta di partitura musicale.

Maria Giovanna fa anche coppia con la giovane bolognese Paola Goretti (una voce profonda e affascinante, che le consente grandi interpretazioni): lo scopo è sempre quello di proporre ovunque il meglio della letteratura poetica di ogni tempo. All’ultimo Mercatino della Poesia (lo scorso 9 ottobre, presso il Ridotto del teatro Alighieri) il grande poeta lucano Vito Riviello ha avuto parole di elogio per la manifestazione e per la sua musa ispiratrice: “Sarebbe tempo – ha detto – che il Mercatino di Giovanna Maioli approdasse a New York”.

L’ultimo Mercatino (ideato da Massimo Mazzoni, e condotto da Galilea Maioli) era dedicato al “pensiero malvagio”. Giocando con il cognome della direttrice artistica, si sarebbe potuto intitolare “Lo pèrfido pensiero”. Ma un siffatto titolo non avrebbe reso giustizia... all’etimo. Il cognome di Maria Giovanna, infatti, è nato molti secoli fa, probabilmente nel Granducato di Borgogna, dove un antenato dei Loperfido strinse un patto di fedeltà e di amicizia con il signore del feudo: da cui deriva “L’ho per fido”. Già a 18 anni leggeva Baudelaire, Cardarelli e Montale.

A cosa serve la poesia, signora Loperfido? A conoscere la realtà? O piuttosto per fuggirla?

“Rispondo con il titolo di un libro di Donatella Bisutti: ‘la poesia salva la vita’.”

Allora è per salvarsi la vita che si occupa di poesia da decenni?

“Sì. Per salvare la vita mia... e quella degli altri. Non credo, però, di riuscire a salvare la vita di certi uomini politici: sono senza speranza.”

Sul palco, Maria Giovanna (già cantante di musica da camera) è sempre a proprio agio.

“Sì – ammette. – La maschera dell’attore mi ha sempre affascinato. La vita, in fondo, è finzione. Amo la finzione, perché calarsi nei panni altrui ti permette di conoscere più cose. In un certo senso, la finzione avvicina alla verità.”

Ultima domanda: quali sono i suoi versi preferiti?

“Forse quelli che cito più spesso. Sono di Eugenio Montale: ‘Felicità raggiunta, si cammina / per te su fil di lama / Agli occhi sei barlume che vacilla / al piede teso ghiaccio che s’incrina; / e dunque non ti tocchi chi più t’ama’.”