Viaggiando in versi (8 ottobre 1992)
Viaggiando in versi
Cristina Ventrucci, "Qui", n° 33, giovedì 8 ottobre 1992
“Ho scelto il tema dei viaggi e ho voluto estenderlo a tutta la giornata, non solo al gran finale come era negli anni scorsi quando inoltre ci si riferiva a poeti (figure del passato come Pascoli, D’Annunzio e altri) e mai ad una immagine come per questa edizione. Così ho pensato di estendere la suggestione a tutti i partecipanti facendo diventare la giornata uno happening tematico.”
Così dice Maria Giovanna Maioli Loperfido, ideatrice ed organizzatrice del Mercatino della Poesia, a proposito dell’edizione 1992 della manifestazione, che si terrà sabato 10 ottobre, al Ridotto del teatro Alighieri, con il titolo I viaggi: nel tempo, nello spazio, nella mente.
Alcuni dei protagonisti sono vecchi ospiti del Mercatino, altri non vi hanno mai partecipato prima. I titoli delle singole esibizioni sono versi estrapolati dalle poesie dei rispettivi autori: Paola Rossi Gazzoni vaga su e giù per gli anni, Fausto Fori annuncia non ho notizie del mio ritorno, Paola Goretti dice di palafitte / nel cuore per sostenere / la viandanza e Daniele Serafini di una città di aspri silenzi. Irrompe, imprevedibile e stravagante nelle vesti di un guerriero azteco, Franco Costantini con tra versi e traversie la traversata, Alessandra Berardi confida mi sono persa in Persia / o così mi è parso, Elettra Stamboulis narra caravelle frastornate passavano al largo mentre Luciano Benini Sforza giunge a raccontare del dondolare delle navi in porto e Valeria Grinfan di coloro che volano / col capo / teso alla prua. Fiorangela Arfelli, figlia dello scrittore Dante Arfelli, pronunzia fuggirò / rasente agli ambulacri, Anna Liverani Barberini si lancia nella corsa di un lungo deserto, Massimo Scrignòli è dove si passa... tra millimetri di silenzi. Siparietto particolare su Giovanni Strada che gira... gira... gira.... Per il gran finale: Paolo Vanelli leggerà alcuni passi del XII canto dell’Odissea, Giorgio Celli il XXVI dell’Inferno, Roberto Pazzi le ultime pagine del XXXIV dell’Orlando Furioso; ad Ivano Marescotti e Loris Pellegrini la recitazione rispettivamente di poesie di Moretti e di un viaggio disorganizzato nella poesia italiana.
È di Franca Borrini il mosaico che andrà in premio al poeta prescelto, Galilea Maioli condurrà e Carla Baroncelli suggerirà la regia, con cena finale dedicata a Ludovico Ariosto. Maria Giovanna, madrina di tutto ciò, tiene particolarmente alla cura dell’aspetto sonoro, a come la poesia viene letta. Cantante di musica da camera, attrice di poesia (è stata lettrice prediletta di Eugenio Montale), la sua voce è limpida e sempre intonata ai versi. La passione con cui recita è la stessa che infonde alle iniziative che le stanno a cuore, prima fra tutte questa giornata annuale dedicata all’arte di Calliope. Una manifestazione che, tra mille difficoltà e con poca attenzione da parte delle istituzioni culturali (lamenta Giovanna) continua il suo percorso da diversi anni: l’ideatrice, quasi con pudore o forse per non ingabbiare il momento poetico in una dimensione temporale, non ne conta l’età, o semplicemente non la rivela. Poesia, bellezza, eternità non hanno misura.

