La ricetta di “Mariù” (5 maggio 1991)
La ricetta di “Mariù”
Franco Gabici, "Il Resto del Carlino", domenica 5 maggio 1991
La novità del Mercatino della Poesia di quest’anno, organizzato dal Gruppo Tuttoprevisto con la collaborazione degli assessorati alla Cultura e alla Pubblica Istruzione del Comune, è stato il prologo dedicato alle scuole, che hanno risposto numerose all’invito dei poeti, coi quali i ragazzi sono entrati in cordiale dialogo. A turno, presentati con garbo da M. Galilea Maioli, si sono alternati sul “palco” della Classense Riccardo Belloni, Ida Giorgioni Medri, Isa Mariani e Paola Rossi Gazzoni che hanno letto alcune loro composizioni.
Molte le domande dei ragazzi sui temi della poesia e, stimolata da questo clima particolare, una studentessa ha chiesto di poter leggere una sua poesia, un gesto che dimostra l’atmosfera particolare della manifestazione che è stata conclusa da M. Giovanna Maioli con la lettura di “La tessitrice” e “La mia sera” di Pascoli, il poeta al quale è stata dedicata l’ultima parte del Mercatino, continuando una tradizione di monografie iniziate lo scorso anno con Olindo Guerrini (Stecchetti).
M. Giovanna Maioli, direttore artistico della manifestazione, ha suscitato consensi fra i giovani spettatori e la soddisfazione più bella per chi da anni si prodiga a favore della poesia è venuta dal giudizio di uno studente che, dopo avere ascoltato le due poesie, ha detto: “Il Pascoli letto in questo modo è musica!”.
Il Mercatino ha ripreso alle 17 con la sola variante di Vincenzo Rezzuti che ha sostituito Luisa Fabbrichesi Ceccarelli. Tutti confermati, invece, gli altri poeti, da Cristina Croatti a Elli Rita Signani, Francesco Maria Montanari, Andrea Trerè, Maria Laura della Rosa Antonellini e Gian Ruggero Manzoni. Ha chiuso il pomeriggio la consegna del Premio Mercatino della Poesia 1991 a Tonino Guerra, un riconoscimento che una commissione composta da Andrea Zanzotto, Giorgio Celli, Gian Ruggero Manzoni, Gregorio Scalise, Paola Rossi Gazzoni e la stessa M. Giovanna Maioli ha voluto tributare alla poesia di questo illustre romagnolo.
Prima del gran finale dedicato a Giovanni Pascoli (con Franco Costantini, Giorgio Celli, Loris Pellegrini e Ivano Marescotti), il Mercatino ha vissuto un momento di divertita originalità quando M. Giovanna Maioli è riuscita ad abbinare due mondi apparentemente lontani come la poesia e la gastronomia. Poeti ed amici, infatti, si sono ritrovati nel salotto di Rosella Mengozzi per consumare una cena il cui piatto forte, proprio in omaggio a Pascoli, è stato un “risotto romagnolesco” cucinato sulla base di una ricetta che lo stesso Pascoli ha dettato in una sua omonima (e in verità poco nota) poesia che si conclude con il verso “ecco il risotto / romagnolesco che mi fa Mariù”.
Raccontando il suo “risotto”, Pascoli lo definisce “buono assai” e lo indica come ottimo ristoro “dopo il greco ed il latino” e noi che lo abbiamo assaggiato (insieme al pane cotto in casa, al vino di colline bolognesi e a “poetici” dolci preparati dalle protagoniste del Mercatino) non possiamo che condividere il giudizio del grande poeta, rammaricandoci del fatto che Pascoli non abbia continuato a mettere in versi altre gustose ricette. Del resto questo “feeling” dei poeti con la cucina non è una novità e, come si ricorderà, lo stesso Guerrini scrisse un manuale per utilizzare gli avanzi in cucina.

