Poesia “da camera” a più voci (7 ottobre 1988)
Poesia “da camera” a più voci
Fausto Piazza, "Il Nuovo Ravennate", anno XXX, n° 38, 7 ottobre 1988
Ritorna sabato 8 ottobre, al Ridotto dell’Alighieri, l’atteso Mercatino della Poesia, con un cartellone denso e ricco di autori locali e personaggi di rilievo come Zanzotto e Tonino Guerra. Botta e risposta con Maria Giovanna Maioli, direttore artistico della manifestazione.
Già da alcuni anni il Mercatino della Poesia si è trasferito dagli spazi open air delle origini, legati ad un clima un po’ naïf e un po’ “sotterraneo”, allo spazio ricco di stucchi e di velluti del Ridotto dell’Alighieri dove si respira un’aria un po’ più istituzionale e salottiera: cosa ha perso e cosa ha guadagnato la manifestazione nel corso della sua evoluzione?
Direi che non ha perso nulla, perché si tratta di un’altra cosa. In piazza era tutto un po’ lasciato all’improvvisazione, all’imprevedibile, anche se il gruppo organizzatore era nato col nome di Tuttoprevisto (ma proprio perché doveva poter prevedere anche l’imprevedibile). Qui invece è tutto programmato. E mai lo è stato come in questa edizione, in cui ci si avvale di una regia, di un arredo, con una vera e propria sceneggiatura. Tutto è calcolato, studiato. La poesia è tornata – l’ho detto altre volte – al raccoglimento della ‘camera’. È un’evoluzione fisiologica, quindi.
Con il Mercatino, probabilmente, hai avuto modo, anno per anno, di verificare lo “stato di salute” della produzione poetica in Italia, ed in particolare a livello locale: cosa è cambiato in questi ultimi anni e come si prospetta il futuro della poesia?
Quanto alla produzione poetica, dirò che è più che mai eccedente, mentre la qualità non lo è altrettanto. Naturalmente abbiamo sempre alcuni grandi punti fermi. Alcuni rappresentanti di questi punti fermi saranno presenti anche al Mercatino di quest’anno. Lo stato di salute della produzione locale è buona, nel complesso, ottima in certi casi. Ma evitami, per favore, di fare dei nomi.
Ammettiamo per assurdo che tu possa avere a disposizione un budget dieci volte superiore a quello che hai realmente per organizzare il Mercatino e tre giorni di calendario per articolare la manifestazione, che programma proporresti? E in particolare quali autori e interpreti, senza limiti di scelta, ti piacerebbe ospitare a Ravenna?
Spesso un’ammissione per assurdo sottintende un avversario potenziale e non è certo il tuo caso, vero Fausto?

