Home Archivio stampa Maratoneti del verso mettono su bottega (20 aprile 1985)

Maratoneti del verso mettono su bottega (20 aprile 1985)


Maratoneti del verso mettono su bottega

Marisa Ostolani, "La Repubblica", sabato 20 aprile 1985

 

Una non-stop della poesia. Dalle 9 alle 24 di oggi il Ridotto del teatro Alighieri di Ravenna, l’atrio e il portico esterno saranno invasi da fiumi di parole. Quartine, ottave, rime baciate, distici e aforismi vagheranno via etere da bancarella a bancarella di questo atipico mercatino. Giunto alla sua quinta edizione il Mercatino della Poesia, organizzato dal Gruppo Tuttoprevisto e dal Comune di Ravenna, resiste al logorio degli anni che passano e ripropone ancora la poesia come spettacolo consumabile da un pubblico ampio di non addetti ai lavori. Il microfono, il video, il proiettore sono strumenti di uso ormai abituale come lo sono un foglietto di carta e una matita. Recital e letture si alterneranno all’interno del Ridotto o, se il tempo lo consente, direttamente all’aria aperta.

Per l’occasione impiegati, medici, professori e studenti, tutti poeti più o meno affermati, allestiranno bancarelle per la vendita, l’acquisto o lo scambio di libri e riviste di poesia o di materiale figurativo inerente alla poesia. Piazza San Francesco abbraccia la tomba di Dante, il divin poeta, ma non viene concessa dalla Diocesi nemmeno a questi moderni terminali delle emozioni. “È inutile anche richiederla – lamenta Giovanna Maioli, musa ispiratrice del Mercatino della Poesia. – È un luogo pieno di fascino, ideale per i poeti, ma l’Arcivescovado non lo concede. A nostra disposizione abbiamo comunque il teatro Alighieri e non è male.” Gli invitati sono oltre venti, ma la partecipazione al Mercatino è completamente gratuita.

Il Gruppo Tuttoprevisto assicura che saranno molti i poeti a prenotarsi direttamente sul posto. Adesioni si recluteranno probabilmente anche tra i tanti turisti che dal periodo pasquale invadono pacificamente il centro storico di Ravenna durante i week end. Tra gli ospiti figurano Giorgio Celli, entomologo, etologo, professore universitario, drammaturgo, ma soprattutto di professione ospite. Tano Citeroni, fotoreporter. Loris Pellegrini, storico e dicitore. Giulio Guberti, direttore sanitario di una casa di cura, critico d’arte e, naturalmente, poeta. Armanda Guiducci, scrittrice. Walter Della Monica, inventore del trebbo poetico. Carla Baroncelli, regista. Anna Barberini e Rosetta Berardi, pittrici frequentemente ispirate da poeti. E poi ancora Roberto Linzalone, Valerio Magrelli, l’avvocato Corrado Costa, Eugenio Vitali, poeta della non illusione, Riccardo Belloni. Paola Rossi, impegnata a dare un volto nuovo a Ravenna, proporrà metafore e aforismi.

Mariella De Logu chiederà un tempo senza esiti. Loretta Merenda mostrerà le sue mani di biscotto. Tra ironie e snobismi, ex sessantottini in cravatta e intellettuali, più o meno organici, in pensione si consumerà questo rito poetico. Il clima da underground istituzionalizzato è garantito. Il tasso di provocazione controllato sul nascere.