Poesia tra scomunica e censura (2 ottobre 1982)
Poesia tra scomunica e censura
Davide Argnani, "Il Forlivese", sabato 2 ottobre 1982
A Ravenna il 18 e 19 settembre, in piazza XX Settembre, si è svolta la quarta edizione del Mercatino della Poesia organizzata dal Gruppo Tuttoprevisto e dalla Bancarella di Editoria a Mano, patrocinata da Comune, Provincia, Ept di Ravenna. Tema: “La Poesia: Editoria e riviste di poesia – La Poesia e la Poesia d’Amore”. Promotrice e animatrice Giovanna Maioli.
Ma se dopo il successo del primo anno, gli ultimi due avevano vivacchiato un po’ nell’indifferenza a causa dello scarso pubblico e dell’inadeguato uso delle presenze qualificate di Andrea Zanzotto, Maria L. Spaziani, Cesare Ruffato, Giorgio Celli, Giulia Niccolai, Mariella Bettarini, Ferruccio Brugnaro e altri, dobbiamo ammettere che questa quarta edizione sia riuscita molto meglio e con successo. Ancor prima di partire ha fatto parlare di sé, né a torto né a presunzione. Scomunicata dai Frati Minori e dalla Curia Arcivescovile di Ravenna, la Poesia, da piazza S. Francesco, veniva sfrattata a piazza XX Settembre detta dell’Aquila, a causa delle maleparole pronunciate-gridate dai Poeti delle edizioni precedenti. “Parole”, intendiamoci, riportate da ogni buon vocabolario che si rispetti, da Zingarelli in poi. Poeti tradizionali, quindi, e non nuovi nuovi, anche se sono poeti di successo. Ma le parole di alcuni hanno scandito troppo forte le proprie ispirazioni contro la guerra, contro i mali quotidiani e lo stato di neo-schiavitù a cui sono ancora costretti molti uomini e molti popoli, per cui, anche quest’anno, non riuscendo a colpire nel segno dei cervelli ragionanti, hanno rotto soltanto i timpani di alcuni benpensanti, anche onorevoli, irritandoli a tal punto da costringerli a odiare la poesia come la si può odiare a scuola quando si è costretti a impararla a memoria. Così la Poesia, sempre incapace di fare i conti opportuni con la realtà (?), quest’anno a Ravenna è stata addirittura scomunicata dai Frati Minori e costretta a esiliare in altro territorio. Ed è stata un po’ una fortuna, dopotutto, in quanto, trovandosi piazza XX Settembre nel centro di Ravenna, ha attirato più gente e più curiosi. C’è stato chi si è fermato tutto il tempo per capire e c’è stato invece chi, di passaggio, attraversava la piazza soffermandosi pochi attimi e confuso magari scambiava le dichiarazioni poetiche/politiche anticipatrici dei “testi” veri, per versi sconci e blasfemi (che peraltro nessuno ha detto/recitato) e fuggendo poi sconcertato correva a casa a scrivere subito “interpellanze” al sindaco per denunciare la scurrilità e per chiedere la soppressione di tali volgarità usate per condannare, da parte dei poeti, gli attuali eccidi e le stragi di innocenti e gli scandali e le corruzioni perpetrati nel mondo a danno dell’uomo.
Ma nonostante la scomunica e la censura che si vorrebbe imporre alla Poesia, il Mercatino della Poesia a Ravenna quest’anno ha tenuto bene. Erano presenti i rappresentanti di molte testate letterarie e... i Poeti. Dalle riviste: "Salvo Imprevisti", "Barbablù", "Gatto Rosso", "Logos", "Spirali", "Lengua", "Valore d’Uso", "Nuovo Ruolo", "Il Segnale", "Poesia e Immagine"... ai poeti: Attilio Lolini, Tommaso Di Francesco, Gianni D’Elia, Eugenio Vitali, Ferruccio Brugnaro, Davide Argnani, Gianfranco Fabbri, Giorgio Celli, Riccardo Belloni, Vito Riviello, Jolanda Insana, Alfio Fiorentino, Marisa Da Riz, Rosetta Berardi, Carla Baroncelli, Ida Giorgioni, Loretta Merenda, Isa Mariani, Corrado Costa, Andrea Trerè, Cristiana Cohen, Laura Minguzzi, e tanti altri.
Alle letture si sono alternati dibattiti (quello sull’editoria, con la presenza di "Spirali", "Lengua", "Guanda", "Società di Poesia", "Valore d’Uso", che ha discretamente sviscerato i problemi dello stampare poesia, le difficoltà gli ostacoli e le facilità come per es. è nel caso di "Spirali", ricca e ben vegeta), pièce poetiche (Giorgio Celli, Corrado Costa) oppure presentazioni di libri (per es. l’originalissima antologia Versi d’amore contenente inediti di autrici italiane contemporanee, edita da Corbo e Fiore di Venezia e curata da Giovanna Maioli) e poi performance, letture, interventi...
Il pubblico, giovane o no, non è mai mancato. Un esito positivo che non deve essere sottovalutato. Insomma tra sfratto e censura questa volta ci ha guadagnato la Poesia e i poeti hanno saputo imporre la forza della propria parola. Una parola, quella della poesia, che dà fastidio perché tende sempre alla verità. (La poesia che non dà fastidio non è poesia, ovviamente.) Un’esperienza da continuare perché, con la poesia, l’uomo ha ancora la possibilità di pensare con la propria testa per essere libero, e perché il Mercatino, scendendo in piazza, riesce a fare anche vera Cultura.

