Un popolo di poeti al Mercatino (22 settembre 1982)
Un popolo di poeti al Mercatino
"Il Resto del Carlino", mercoledì 22 settembre 1982
Passa in archivio la quarta edizione del Mercatino della Poesia, la prima organizzata fuori dalla cornice di piazza San Francesco. Poeti, ascoltatori e potenziali lettori si sono spostati per due giorni in piazza XX Settembre dove è stata “murata” una lapide nel palazzo comunale in garbata polemica con lo sfratto ricevuto da parte della Curia. Non sono mancati momenti di interesse come lo happening di Giorgio Celli, Patrizia Vicinelli e Corrado Costa che, leggendo poesie ironiche in contemporanea, hanno allestito un loro show personale. Curiosità anche per il “monumento itinerante” a Vito Riviello, ospite d’onore di questa edizione del Mercatino, e per alcuni esperimenti di musica-poesia e di poesia visiva. Ad interrompere il fiume di dizioni poetiche dipanato nell’arco di due intensissime giornate vi sono stati un dibattito su poeti ed editoria, un breve omaggio a Montale di Giovanna Maioli, un intervento letterario musicale di Meri Franco-Lao che univa tango e poesie, i libri da affiggere di Eugenio Vitali e altro ancora.
Il Mercatino, promosso anche quest’anno dal Gruppo Tuttoprevisto e dalla Bancarella di Editoria a Mano con l’adesione e la collaborazione (non sempre concreta) di numerosi enti ed organismi locali, è vissuto sulla presenza di un gruppo di poeti invitati ma anche su “battitori liberi” che in numero crescente si danno appuntamento a Ravenna in questa occasione.
Quel signore vestito di nero che mise per venti anni gli italiani in divisa almeno in una cosa non si sbagliò: il nostro è un popolo di poeti. Ce ne sono di tutti i tipi e – purtroppo – di tutte le qualità. Questo ha creato qualche problema a Giovanna Maioli e a Paola Rossi, che hanno sostenuto il maggior onere organizzativo della manifestazione. Si rendono conto che il Mercatino vive per i poeti che non riescono a ritagliarsi uno spazio di ascolto e di lettura e che nella nostra cultura il poeta – fino a quando non vince un Nobel – è sempre un emarginato.
Con queste premesse non appare semplice avviare meccanismi selettivi proprio all’interno di una manifestazione che si pone come “alternativa” alle sordità altrui. Una accusa di “discriminazione” getterebbe nell’angoscia i promotori della manifestazione. Eppure qualche meccanismo che salvaguardi il livello degli incontri ravennati di poesia dovrà pur essere ricercato, per mettere un freno almeno ai velleitarismi più clamorosi ed a talune evidenti cadute di buon gusto ora vanamente contrastate dagli organizzatori. Poiché Tuttoprevisto e la Bancarella non hanno alcuna intenzione di far morire il Mercatino, Giovanna Maioli e Paola Rossi finiranno con l’escogitare qualcosa che senza ripristinare i concetti crociani di poesia salvaguardi almeno le norme basilari della sintassi e del buon gusto.
Fra Benedetto Croce e le performance meno convincenti c’è uno spazio enorme che Giovanna Maioli ha cercato di coprire con la sua bella – anche graficamente – antologia Versi d’amore, nella quale ha raccolto poesie inedite di autrici contemporanee. Per parte sua Paola Rossi ha dato un apporto concreto al Mercatino presentando la sua cartella Camere ammobiliate. Fra le novità anche la presentazione di Stilo, una nuovissima rivista di ricerche sulla parola e l’immagine nata a Ravenna con la direzione di Antonio Marchetti, affiancato da Mariella De Logu e Silvana Busi oltre che da un consistente gruppo di collaboratori solo in piccola parte ravennati.

