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Mercatino della Poesia. Chi c'era (3 ottobre 1980)


Mercatino della Poesia. Chi c’era

Galilea Maioli, "Il Nuovo Ravennate", anno XXII, n° 37, 3 ottobre 1980

 

Ancora sul Mercatino della Poesia – Ravenna, 11, 12 e 13 settembre: un panorama retrospettivo di questa seconda edizione.

“Chi è il poeta?” ci si chiede anche in una nota terza pagina, riprendendo il titolo del questionario curato e qui presentato in anteprima da Silvia Batisti e Mariella Bettarini. Se anche la risposta c’è – e c’è – la lasceremo nell’aria, dantescamente osservando che “’l tacere è bello”.

Chi però ha seguito la manifestazione in quella “stanza nella città” che è piazza San Francesco ha sì sopportato più o meno passivamente molta cattiva poesia, ma si è anche sentito richiamare e visitare dal fascino, discreto, della P maiuscola.

Letture d’ogni sorta si sono avvicendate sotto il portichetto, dopo la stravagante introduzione della banda comunale.

Poesia sperimentale viene definita quella di Cesare Ruffato, radiologo della parola oltre che di professione, e su una analoga linea formale metteremo le “fughe su per le parole” di Marica Larocchi.

Insieme colta ed immediata, persuasiva sempre, la poesia di Valerio Magrelli: “Io abito il mio cervello / come un tranquillo possidente le sue terre”, filtro ed intelligenza e centro l’occhio che si è fatto Occhio, “... un occhio che si apre / dentro le lucide onde e vi affonda”.

Nell’oceano microbiologico, Riccardo Belloni pensa e galleggia, in un riuscito connubio tra poesia e scienza, proponendo fra l’altro, nei versi qui ascoltati, quella che si potrebbe definire una convincente versione, modernamente senza speranza, delle goethiane affinità elettive.

Distanza fra parola e significato, vuoto del linguaggio: sull’elasticità della parola e l’opinabilità del nesso si orienta la sapiente ricerca di Sebastiano Vassalli.

E poi le piccole poesie argute e ironiche, con gli occhiali, da acchiappare al volo perché hanno molte zampine, di Paola Rossi con i suoi molti “giorni X”, rintracciabile anche in Veleno, antologia satirica presentata al Mercatino da Tommaso Di Francesco (che ne è il curatore) del collettivo romano Valore d’Uso.

“Piccola” è anche Vivian Lamarque e coltiva Teresini: ne vengono piantine in versi, di gioco, astuzie da grandi e reminiscenza infantile. Applaudito e bissato Vito Riviello, satirico – a volte satiro – amante della rima e di rime felice, istrionico improvvisatore, in quella “linea lucana ironica” in cui lo include Roversi, parlando di Roberto Linzalone, una presenza quest’ultima di cui Mercatino 2 ha sentito la mancanza.

E ancora la poesia tesa di Carla Baroncelli tra il buio della solitudine e l’aria rigeneratrice, e Stefano Benni, ormai popolare Ariosto della nuova sinistra...

Si sono viste anche performance musical-gestual-poetiche, migliore fra tutte Tutti i colori della scala Mercalli per Franco e sax tenore, brillantemente spalleggiati da Alberto Riviello.

E c’è stato pure il poeta arabo: sceso da una petrolifera Mercedes molto lawrencianamente avviluppato e molto occhialuto, ha letto in arabo una poesia perciò molto oscura e se ne è andato: stupore e mistero, chissà?

Una manifestazione insomma con alti e bassi, ma complessivamente di piglio vivace e senz’altro degna di diventare un’occasione annuale di incontro fra poeta e pubblico e fra poeta e poeta. Da ricordare che la grossa novità è, appunto, il “mercatino”: i poeti mettono in vendita le loro opere pubblicate in piccola editoria o anche ciclostilate e dattiloscritte; tanti che in libreria nemmeno si soffermano sui titoli di poesia sono qui invogliati all’acquisto da questa esposizione “monografica”, dal vedere la poesia tutta insieme e da sola. Di questa impostazione è felicemente responsabile chi ha ideato e organizzato: Gruppo Tuttoprevisto, Crad e Bancarella (con il patrocinio del Comune e Provincia di Ravenna, Ept, Azienda di Soggiorno, Direzione Teatri).