Il Mercatino della Poesia (13 settembre 1980)
Il Mercatino della Poesia
Uber Dondini, "Il Resto del Carlino", sabato 13 settembre 1980
“Offerta libera, sopra le mille lire, grazie”: un grande cartello con questa scritta è esposto su una delle bancarelle al Mercatino della Poesia di Ravenna. È la bancarella “personale” di Stefano Benni, giunto a Ravenna per presentare il suo Benni Furioso. Nelle bancarelle vicine decine di poeti noti e sconosciuti parlano del loro lavoro e presentano i loro scritti. Spesso si tratta di volumetti a stampa ma non mancano ciclostilati o manoscritti. La poesia italiana non ha un mercato editoriale: anche i “grandi” misurano il loro successo commerciale a centinaia di copie più che in termini di migliaia. I normali canali di diffusione della poesia non giungono mai in mare ma inaridiscono fra le sabbie di un deserto di indifferenza. I poeti d’oggi vedono il loro lavoro ammuffirsi nelle librerie o tentare problematici itinerari verso il pubblico in riviste più clandestine delle “risoluzioni strategiche” dei terroristi.
È partendo da questa constatazione che lo scorso anno nacque a Ravenna la prima edizione del Mercatino della Poesia, una iniziativa “patrocinata” dal Comune e dalla Provincia e sostenuta dalle associazioni del tempo libero ma che costituisce il trionfo dello spontaneismo. Ieri è iniziata la seconda edizione. Editori in servizio permanente effettivo o semplici “aspiranti” della carta stampata, poeti piccoli o meno piccoli portano a Ravenna i loro volumi o i loro tentativi di comunicazione ottenendo quanto meno un risultato positivo: riescono a parlare di poesia in mezzo alla gente, sollecitano dibattiti, aprono confronti, togliendo per due giorni il dominio di piazza San Francesco agli altri emarginati del nostro tempo, i ragazzi che si “bucano”.
A pochi passi dalla tomba di Dante, il più grande dei poeti italiani (anche lui però esule in una società sorda alla poesia), si concluderà oggi un pittoresco “happening” che ha personaggi disperati come protagonisti. Con Stefano Benni, Vito Riviello, Marica Larocchi, Vivian Lamarque, Silvia Batisti, Mariella Bettarini, Tommaso Di Francesco, tutti autori che hanno già uno spazio nella poesia non accademica sono presenti collettivi culturali come il Valore d’Uso di Roma, o i ravennati della Bancarella di Editoria a Mano. Questi ragazzi affrontano la gente ogni mese a Ravenna durante il mercatino dell’antiquariato ed hanno già un loro pubblico. Abbastanza soddisfatti parlano di “un fatturato di settantamila lire” ad ogni presenza. Ma non è questo che li fa continuare: “Ci interessa parlare con gli altri – dicono – confrontare il nostro lavoro, conoscere le esperienze più diverse. Questi incontri sono utilissimi”. Altrettanto positivo il giudizio di Tommaso Di Francesco di cui è uscita recentemente la raccolta di poesie satiriche Veleno. “Per il nostro modo di far cultura è una esperienza validissima. La poesia non ha un mercato e qui troviamo una occasione per farla conoscere.” Per ore e ore fino a notte, fra concertini improvvisati e performance decine di poeti recitano i loro versi. Il clima del Mercatino – la manifestazione proseguirà oggi fino a notte – è completamente diverso da quello dei rituali incontri letterari. Carla Baroncelli, una giovanissima esordiente ravennate, presenta il suo freschissimo “scriversi addosso” in una sorta di concerto per “movimento e voce”. Fra il pubblico spesso foltissimo, vi sono alcuni nomi noti. È il caso del bagnacavallese Riccardo Belloni. È un fortunato: dei suoi Bio ritmi si è accorta anche la critica ufficiale.

