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Ascoltate la voce della regina (15 maggio 2011)

 

Ascoltate la voce della regina

Davide Rondoni, "Il Sole 24 Ore", domenica 15 maggio 2011

 

C'è chi si ostina a misurare la diffusione della poesia ragionando sul numero di copie di libri venduti. Come se ascoltare una poesia alla radio, o in una delle mille letture pubbliche di ogni genere non fosse un'esperienza importante di poesia. Come se si potesse misurare la vita della poesia, classica o contemporanea, in copie vendute. Certo la lettura e la rilettura di un libro permettono di entrare più a fondo in una voce e nel mistero che accenna. Ma l'esperienza dell'ascolto è altrettanto importante e a volte più gustosamente introduttiva del ficcare il naso tra le pagine. Al Salone del Libro di Torino la poesia fa la sua solita parte: una regina in disparte. Seminascosta. Lo si deve alla sua natura selvaggia, anticommerciale, inafferrabile. E lo si deve anche a una certa anoressia poetica della nostra editoria. Tale malanno non è causato, come si dice, dal fatto che la poesia vende poco; non sempre è vero, ci sono libri che vendono più di romanzi, e più a lungo. E poi far poesia per vendere è da mercanti non da editori. Il fatto è che gran parte dei responsabili del mondo editoriale non ha la poesia nel dna della formazione. Ci sono ottimi manager, lettori di narrativa e saggistica anche curiosi. Ma di gente che se dici: poesia sa più o meno di cosa parli, beh pochina. Esistono poi una serie di piccole, minime, tenaci e dolcissime case editrici che propongono cose meravigliose. In molti manca la motivazione per avvicinarsi alla poesia, corrosa dalle tarme scolastiche o anche da sonore fregature prese a causa di simil-poeti, fumosi e accademicissimi. Eppure a Torino si trova qualche appuntamento: come quello del teatro di poesia di Ravenna di Giovanna Maioli sugli audiolibri di poesia, o il reading della editrice Tracce di Pescara, la lettura di Valduga, parlerò di Baudelaire. E soprattutto il meritorio premio InediTo, importante vivaio e conferma di nuove voci della poesia italiana. Al Salone dunque tra folle di lettori più o meno distratti, editor e romanzieri in caccia di contratti e fama, vedrete aggirarsi anche gente bizzarra, un po' fuori posto come sempre. Sono gli amanti della regina, che nasconde in una parvenza misera il suo splendore ineguagliabile.