Trent'anni di poesia con intatta "Passione" (9 aprile 2009)
Trent’anni di poesia con intatta “Passione”
al.fo., "Ravenna & Dintorni", giovedì 9 aprile 2009
Nata nel 1979 come kermesse poetica di piazza con il nome di “Mercatino della Poesia”, l’associazione RavennaPoesia di Maria Giovanna Maioli celebra i suoi primi trent’anni portando in scena giovedì 9 aprile la prima assoluta de La Passione (ore 18, sala Corelli del teatro Alighieri), poema in musica per quattro voci recitanti su testo di Mario Luzi, con partitura di Giancarlo Di Maria. Poema scritto su commissione di Papa Giovanni Paolo II per la Pasqua del 1999, La Passione è un monologo in cui Gesù si rivolge al Padre. Questo nucleo fondamentale è scandito da passi evangelici e veterotestamentari, e seguito dall’intervento del Testimone della Passione. Oltre a Maria Giovanna Maioli vedremo in sala Franco Costantini, Gabriele Marchesini e Renzo Morselli, voci recitanti di un dramma fuori dal tempo e per questo straordinariamente attuale. A Maria Giovanna Maioli abbiamo chiesto qualche considerazione sui primi trent’anni di RavennaPoesia.
Mi rendo conto che è molto difficile, ma se dovesse scegliere gli episodi più significativi di questi tre decenni quali sarebbero?
Non è solo “molto difficile”: è quasi impossibile. Quindi ne scelgo uno. Direi senz’altro quando, nel 1999, nella sala Corelli dell’Alighieri, Mario Luzi mi regalò il libretto, fresco di stampa, della sua Passione e qualche giorno dopo io gli telefonai dicendogli che volevo portarla in scena dando la voce a Gesù Cristo... Mi sentivo Gesù Cristo. Lui mi rispose con bellissime parole, alle quali aggiunse: “E tu sii Gesù Cristo”.
Tra i tanti che ha conosciuto, ci sono dei personaggi che più di altri hanno lasciato un segno nella sua vita?
Prima di tutti Eugenio Montale, che conobbi a Ferrara negli anni Settanta, in occasione di un mio recital dedicato alla sua poesia. E più tardi naturalmente Mario Luzi. Con entrambi si era stabilito un rapporto di lavoro e di amicizia. Voglio aggiungere che erano tutti e due alquanto spiritosi: si rideva molto insieme.
In un mondo che appare sempre più prosaico, qual è la situazione della poesia, secondo lei?
Pochi poeti. Tanti, troppi libri di cosiddetta poesia. Editori con pochi scrupoli.
E possiamo contare su di un buon ricambio generazionale di poeti, o i giovani tendono ad allontanarsi dalla poesia?
Me lo auguro, anche se giovani vicini alla poesia ne conosco pochi, a meno che non siano loro gli autori. Hanno altro per la testa. Sta a noi che la amiamo continuare a tenerla in vita. E sperare.
Esiste la poesia perfetta, o qualunque poesia può esserlo nel momento in cui tocca profondamente il nostro cuore?
“Perfetto” è un termine pericoloso, che mi ha messo sempre soggezione. Quanto ai “toccamenti” del cuore, bisogna stare attenti. A volte possono trarre in inganno.

