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Trittico ravennate (1980)


Vittorio Baccelli

Trittico ravennate

 

Parte I - La piazza

Poeti da piazza – sepolcri – qui intorno – Arie dantesche – STUKA-

fix rabbiose dietro l’angolo

Le vendite vanno?  Sì vanno

e questo cos’è?

Una cosa interessante signora

lei espone? le mie cose visive sono al Forte

Hai cento lire? una sigaretta?

Lei lo conosce?

Quanto viene?

C’eri l’anno scorso?

Le mie distonie

neuro vegetative

m’impongono un uso costante

di venefici psicofarmaci –

Ancora fix stamani

È l’ero che vince?

domani sicuramente ci sarà più gente

la bicicletta verde infine è tornata

 

Parte II - Omaggio a Bach

Ben accetto da Rae

fu

il dono celato

ebbe timore dapprima

d’usarlo – poi pian piano

quasi timorosa una prova,

poi un’altra,

volò prima seguendo gli uccelli

poi nel cuore di essi

e sempre più lontano

ad ogni volo

pronte erano le risposte

alle sue molteplici domande

Non ebbe poi

più bisogno di uccelli

per volare

attraversò i tempi e gli spazi

e gli interstizi

tra le dimensioni molteplici

del tutto

fu tutto e una parte

e seppe

che il più piccolo

coincideva con l’immenso

giocò con l’io e col tu

il mirabile gioco della seduzione

si cercò

trovandosi non-morta

mai-nata

gli inizî coincidevano sempre

con la fine

gli orizzonti dissolti

coi piani paralleli

infine s’accorse

che il mirabile dono

dell’anello

a lei più non serviva

e cominciò seriamente

a intuire

che era giunto

il momento

d’offrire ad altri

il dono dei doni

i tempi correvano

intanto

perdendosi nell’ordine

infinito

il gioco divenne festa

la festa sublime

del

persempre

mainato

 

Parte III - La poesia

La poesia è mutevole

è quotidiano non vissuto

gratificante:

Poesia è liberazione

Poesia è politica

contro la politica

nel disagio

diviene essa stessa DISAGIO

Si vende in mercati di piazza

poesia nella strada

si legge in case d’amici

o alle radio libere

gira clandestina

su fogli introvabili

si diffonde per posta

assume mille forme

da lineare

a concreta, visiva

spaziale, tattile, oggettuale – singlossia –

si recita o si canta

diviene ballata o performance

RUMORE / infine si muta in SILENZIO

poesia magica e mantra

una poesia ammalata d’emofilia

che perde sangue

ogni volta che si presenta

il poeta un mago, un bagatto

il testo

un pre-testo

per il poeta ad esporsi –

La poesia lavora

per la liberazione

la poesia lavora

per la sua morte

LA VERA POESIA

si fa beffe

della POESIA

 

*

testo letto dall’Autore al Mercatino 1980

per gentile concessione dell'Autore