Lontano, ero con te (1996)
Fiorangela Arfelli
Lontano, ero con te
Lontano, ero con te
quando tuo padre
entrò nell’ombra
e ti lasciò il suo addio...
groviglio di sonde-spettrali-camici-di-orbite-
acri miasmi di cloroformio
non seppi
il nostro ultimo vederci
il nostro ultimo stare.
In cherubine trasparenze
luce pietosa aprì varchi
squarciò ineffabili musiche
ai mortali assopite.
Alma via Lattea
ferita lucente tra terra e cielo
si chinò la tua sposa
a rapirti un bacio
da troppo tempo assetato.
Fiotto da anguste feritoie
chiamato è Matteo
giocatore di carte in taverne.
Di troppo ferite le pupille al sole
fluttuasti
per questo dicono che l’Aedo fosse cieco.
Dicembre è il mese più crudele
genera leggende di nuove epifanie.
Crudele infanzia dal profumo d’arance
e di sogni sospesi
chi curerà il mio ventre malato?
Là lamine d’acque
a scogli s’intrecciano
ali di vento increspano
schiuma e nembi
teneri colli umbratili
al mare discendono
Là il vuoto oscuro e solatio
prima di un murmure fecondo
là ritrovare la tua Voce.
Di quali dolci attese
esile trepiderà Ofelia?
Quali sorrisi magica
incanterà Nausicaa?
In tempi di creta e mondiglia
più non si scrive per disperazione
più non si muore per amore
e tu,
dalla scacchiera della morte
credi di potermi consolare
se a me
– sola –
è concesso
continuare?
scritto per la XV edizione de “Il mercatino della poesia” dedicato a Eugenio Montale
*
testo incluso nella raccolta Il tuo sempre su di me (Edizioni del Girasole, 1996)
Edizioni del Girasole, per gentile concessione

