ANTICICLONI, INVERNI (1981)
Andrea Zanzotto
(ANTICICLONI, INVERNI)
II
E tu nell’intimo del mio oro mi attendi
e io nell’intimo del tuo oro mi vagheggio
è troppo lieve, ambrosiacamente versato com’etere
per essere oro è troppo lontano per essere nostro
eppure nulla è più nido di questo infinito
perfuso in oro, zappettato via per il campo d’ozono
(anticicloni, inverni)
sostanza in cui eternità circolerebbe
godrebbe farebbe
tutt’uno con lo spaventapasseri
solo ma ma abilitato abitante del colle
in tutti gli ori gli azzurri,
le incistate astinenze viola
l’incontinenza senza pari viola
le erratiche verità gli sgranocchianti e le rampicanti
Attento a chi impugna il tomahawk
a chi s’attesta a malapena sul guado
e – senza pari – a lune
scadute dai lunari
di gola in gola.
*
testo scritto appositamente per le locandine del Mercatino 1981; poi in Le poesie e prose scelte (Mondadori, 1999) - (vedi l'originale in Galleria documenti)
Arnoldo Mondadori Editore, per gentile concessione

