A Eugenio Montale (1981)
Luciana Frezza
A Eugenio Montale
(per il Quaderno di quattro anni)
Prestigiatore in grigio, la fauna
di grossi pennuti araldici
avventava sulla faccia:
gli occhi fissi, era attesa di eventi
il gioco di tarocchi con l’arabesco
lamentevole della banderuola,
i venti al tuo comando
e la fortuna a volte del sole-girasole.
La casa dei doganieri era di ognuno l’altrove
d’amore sul catasto della nebbia marina.
I giorni si trascinavano sotto la tua muraglia
verso nulla sabbiosi
cullava il lugubre dolce
assolo di collane fossili
dalla redingote di ladro guantato:
tutto ci rubasti, perfino il vuoto
alle spalle in frantumi di rami e facciate
e tuoi erano tutti i nidi e i palloni.
E ora è compagnia
è pace nelle sere abborracciate
questo tuo borbottio lampeggiante
che tiene per sé il più e il peggio non detto,
scalpicciare che arriva lontano
nella notte, che sperde
il mio nel tuo rancore della vita.
1977
*
testo consegnato dall’Autrice a Maria Giovanna Maioli in occasione del Mercatino 1981; poi in Il ricordo è un pezzo di eternità. 48 poeti per Montale (Edizioni del Girasole, 1996)
Edizioni del Girasole, per gentile concessione

